{"id":415,"date":"2017-03-15T08:00:58","date_gmt":"2017-03-15T07:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lalberodellapsicologia.it\/?p=415"},"modified":"2017-03-14T20:57:57","modified_gmt":"2017-03-14T19:57:57","slug":"disturbo-post-traumatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lalberodellapsicologia.it\/index.php\/2017\/03\/15\/disturbo-post-traumatico\/","title":{"rendered":"Psicologia dell&#8217;emergenza: il trattamento dei disturbi post traumatici"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"419\" data-permalink=\"https:\/\/www.lalberodellapsicologia.it\/index.php\/2017\/03\/15\/disturbo-post-traumatico\/16678689474_62fa1e81be_z\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.lalberodellapsicologia.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/16678689474_62fa1e81be_z.jpg?fit=640%2C427&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"640,427\" data-comments-opened=\"1\" 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l&#8217;equilibrio psicologico delle vittime, dei loro familiari e dei soccorritori, preservandoli dalle possibili conseguenze traumatiche dell&#8217;evento.<\/p>\n<p>La psicotraumatologia, mira anche al ripristino dell&#8217;equilibrio psicologico compromesso dall&#8217;evento traumatico.<\/p>\n<p><strong>Le fasi del percorso<\/strong><\/p>\n<p>La prima \u00e8 quella di osservazione, a cui segue la valutazione ed infine la gestione ed il trattamento dei processi psicologici e delle manifestazioni cliniche, emerse nel soggetto coinvolto in un incidente.<\/p>\n<p><strong>Fase di valutazione<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; quella della valutazione del tipo di esposizione al trauma, della tipologia di incidente e delle variabili soggettive (la percezione che il soggetto fa dell&#8217;esperienza).<\/p>\n<p>In questa fase, si procede anche alla registrazione del tipo di risposta peri-espositoria e post traumatica, come indicatore per lo sviluppo futuro di un disturbo post traumatico.<\/p>\n<p>Si procede poi ad un&#8217;indagine sul livello di adattamento intrapsichico ed interpersonale pre-trauma, sempre come indicatore per una prognosi dello sviluppo di un disturbo da stress.<\/p>\n<p>Altro aspetto preso in considerazione in questa fase riguarda eventuali comorbilit\u00e0 (depressione, uso di sostanze, disturbi di personalit\u00e0, etc.)<\/p>\n<p>Dopo questa prima fase di valutazione si avvia la programmazione degli interventi.<\/p>\n<p><strong>Fase peri-espositoria\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Richiede l&#8217;attivazione di interventi, programmabili nelle successive 24-48 ore dall&#8217;esposizione dell&#8217;evento.<\/p>\n<p>L&#8217;attenzione viene qui posta sull&#8217;adattamento e la prevenzione dello sviluppo di un disturbo post traumatico.<\/p>\n<p><strong>Fase post-traumatica acuta e a lungo termine\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La prima, \u00e8 quella che va dalle prime 24 ore ai primi 3 mesi e quella a lungo termine va dalle 2 settimane al primo anno.<\/p>\n<p>Qu\u00ec l&#8217;attenzione \u00e8 posta sulla possibilit\u00e0 di riparare eventuali conseguenze psicologiche, dovute all&#8217;esperienza traumatica fatta.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;agire terapeutico nella fase peri-espositoria\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Le caratteristiche salienti di tale fase sono:<\/p>\n<ul>\n<li>il contesto d&#8217;intervento \u00e8 spesso instabile e non strutturato<\/li>\n<li>l&#8217;approccio con cui viene gestita questa fase \u00e8 di triage, con una valutazione delle priorit\u00e0<\/li>\n<li>si procede alla valutazione del problema, delle risorse a disposizione e delle risposte adattive<\/li>\n<li>gli interventi messi in atto hanno l&#8217;obiettivo di normalizzare l&#8217;evento, convalidando le reazioni della persona rimasta coinvolta nell&#8217;incidente.Gli altri obiettivi sostenuti in tale fase puntano alla promozione ed al mantenimento della salute, all&#8217;incoraggiamento dei processi di coping ed al potenziamento del senso di coesione del soggetto.<\/li>\n<li>In questa fase, gli operatori si occupano del contenimento emotivo e di gestione dello stress.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>LO PSICOLOGO DELLE EMERGENZE NELLA FASE PERI-ESPOSITORIA<\/strong><\/p>\n<p>Qui di seguito prendiamo in considerazione gli interventi a favore dei feriti gravi, quelli a favore dei loro familiari, quelli rivolti ai sopravvissuti ed infine gli interventi rivolti a favore dei familiari delle persone decedute.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Interventi a favore dei feriti<\/strong>:<\/li>\n<\/ol>\n<p>Lo psicologo delle emergenze segue, quando \u00e8 possibile, il trasporto dei feriti negli ospedali, restando a disposizione degli ospedali in cui vengono ricoverati ed offrendo la propria collaborazione al personale medico per le questioni psicologiche.Fondamentale poi che lo psicologo dell&#8217;emergenza, in accordo con il personale medico e quando questo lo considera opportuno, faccia colloqui di sostegno con i feriti, mettendo in atto tecniche di stabilizzazione e distanziamento per aiutare i soggetti ad alleviare eventuali sintomi post traumatici acuti.Infine lo psicologo da informazioni alle persone coinvolti nell&#8217;evento ed ai loro familiari su possibili percorsi di sostegno post traumatico.<\/p>\n<p>2.<strong> Interventi a favore dei familiari delle vittime<\/strong><\/p>\n<p>Lo psicologo si mette a disposizione dei familiari delle vittime anche per la gestione delle questioni di comunicazione con il personale medico e offre il suo sostegno psicologico ai familiari, soprattutto quando la comunicazione fra familiari e feriti \u00e8 compromessa.<\/p>\n<p>3. <strong>Interventi con i sopravvissuti<\/strong><\/p>\n<p>Riguardano:<\/p>\n<ul>\n<li>Sostegno allo stato di shock<\/li>\n<li>triage psico-traumatico<\/li>\n<li>Segnalazione dei soggetti pi\u00f9 a rischio al coordinatore dei soccorsi sanitari<\/li>\n<li>Applicazione di tecniche di stabilizzazione e di distanziamento, da effettuare sia in gruppo che individualmente.<\/li>\n<li>Fornire informazioni di \u201csalutogenesi\u201d post esposizione all&#8217;evento, a tutta la popolazione interessata dall&#8217;evento<\/li>\n<\/ul>\n<p>4. <strong>Interventi rivolti ai familiari delle persone decedute<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Adozione delle misure necessarie al sostegno dello stato di shock<\/li>\n<li>Sostegno psicologico in tutto il processo che va dalla comunicazione del decesso, all&#8217;accompagnamento all&#8217;obitorio, al riconoscimento del defunto e supporto anche al momento della celebrazione delle esequie funebri.<\/li>\n<li>Intermediazione fra i familiari e gli enti che si stanno occupando delle persona deceduta, agevolando la comunicazione.<\/li>\n<li>Identificazione delle situazioni di rischio psico-sociale (es. decesso di entrambi i genitori) e segnalazione ai servizi sociali.<\/li>\n<li>Identificazione di situazioni di grave sintomatologia posta traumatica e segnalazione al coordinatore dei soccorsi sanitari.<\/li>\n<\/ul>\n<p>5. <strong>Interventi a favore dei familiari dei sopravvissuti<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Oltre ai punti messi in luce in precedenza, lo psicologo delle emergenze elicita nei familiari risorse e strategie utili a dare sostegno a chi \u00e8 stato coinvolto direttamente nell&#8217;incidente, soprattutto nel periodo che segue la fase dell&#8217;emergenza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>6. <strong>Interventi a favore dei soccorritori<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Lo psicologo delle emergenze \u00e8 a disposizione dei soccorritori ad ogni fine turno per esercizi di decompressione, rilassamento neuromuscolare e per eventuali gruppi di defusing e debriefing o counselling individuale.<\/li>\n<li>Lo psicologo resta a disposizione dei soccorritori per tutto il periodo dell&#8217;intervento ed \u00e8 disponibile per tutti i funzionari ed i responsabili delle operazioni di emergenza per indicazioni di salutognesi.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>LO PSICOLOGO DELLE EMERGENZE NELLA FASE POST TRAUMATICA<\/strong><\/p>\n<p>La fase post traumatica, va dalle prime 24 ore alle prime settimane dopo l&#8217;evento.<\/p>\n<p>\u00c8 questa la fase pi\u00f9 consona ai possibili trattamenti da effettuare, al fine di prevenire lo sviluppo di un disturbo post traumatico da stress.<\/p>\n<p>Importante \u00e8 l&#8217;approccio multidisciplinare ai sintomi emersi in fase acuta.<\/p>\n<p>Le principali tecniche di intervento sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Decompression (Mitchell e Everly, 1996)E&#8217; un intervento di decompressione e riposo dopo l&#8217;evento.<\/li>\n<li>Rilassamento muscolareSi tratta di tecniche di rilassamento, praticabili anche in situazioni critiche ed eseguibili anche durante l&#8217;attesa.Si tratta di una combinazione di respirazione controllata e contrazione di gruppi muscolari.<\/li>\n<li>Defusing (Mitchell e Everly, 1996)E&#8217; una tecnica che si serve di una breve conversazione e pu\u00f2 aiutare i superstiti a comprendere meglio i pensieri emersi nell&#8217;esperienza vissuta.<\/li>\n<li>Debriefing (Mitchell e Everly, 1996)E&#8217; un protocollo che aiuta i superstiti a gestire le emozioni intense, a definire le strategie per far fronte alla situazione e a ricevere il sostegno dei pari.<\/li>\n<li>EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing<\/li>\n<li>Terapia cognitivo comportamentale<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>INTERVENTI IN FASE POST TRAUMATICA A LUNGO TERMINE<\/strong><\/p>\n<p>Quando il soggetto esce dal contesto ospedaliero di emergenza, \u00e8 importante che venga monitorato periodicamente, poich\u00e9 \u00e8 possibile che la sindrome post traumatica faccia la sua comparsa a distanza di tempo dall&#8217;evento scatenante.<\/p>\n<p>Nella scelta di una specifica strategia di trattamento un occhio particolare deve essere dato oltre alle variabili demografiche e cliniche, anche allo stile di personalit\u00e0, alle relazioni familiari.<\/p>\n<p><strong>Gli obiettivi degli interventi in fase post traumatica<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>riduzione della severit\u00e0 del disturbo<\/li>\n<li>prevenzione o riduzione dello sviluppo di comorbilit\u00e0<\/li>\n<li>miglioramento delle capacit\u00e0 adattive<\/li>\n<li>riattivazione del percorso di sviluppo personale<\/li>\n<li>prevenzione delle ricadute<\/li>\n<li>ristrutturazione dell&#8217;esperienza di pericolo assoluto e sua integrazione in uno schema costruttivo e adattivo di rischio, sicurezza, prevenzione e protezione.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>L&#8217;INTEGRAZIONE DEL TRATTAMENTO DEL DISTURBO POST TRAUMATICO CON ALTRE COMPONENTI<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>l&#8217;importanza della relazione terapeutica<\/li>\n<li>l&#8217;incrementazione delle abilit\u00e0 di regolazione delle emozioni<\/li>\n<li>interventi cognitivi per la riconnessione fra pensieri, emozioni e comportamenti associati al trauma.<\/li>\n<li>la condivisione con altri, anche tramite l&#8217;uso di forme espressive pittoriche e\/o narrative dell&#8217;esperienza vissuta.<\/li>\n<li>training assertivi<\/li>\n<li>training per lo sviluppo di abilit\u00e0 di protezione personale<\/li>\n<li>sviluppo di abilit\u00e0 di coping.Photo:\u00a0Matt Hecht<\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"nf-post-footer\">Se hai bisogno di aiuto su questa tematica contatta la Dott.ssa Borrelli clicca qui\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lalberodellapsicologia.it\/index.php\/chi-sono\/contatti\/\">CONTATTI<\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La psicologia dell&#8217;emergenza e la psicotraumatologia sono discipline nate per far fronte ad eventi traumatici. 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